Keywords vs. Description


Parlando di catalogazione, mi è capitato spesso di sentire questa domanda:  “che differenza c’è tra il campo Keywords e il campo Description?

Secondo lo standard IPTC,  il campo Description contiene la didascalia dell’immagine da usarsi una volta che è stata trovata, mentre le Keywords servono per rendere la foto ricercabile.

La Descrizione (Description, o Caption) deve rispondere alle famose “5 W” del giornalismo (Who, What, Where, When, Why): CHI appare nella foto, COSA, DOVE, QUANDO e PERCHE’.
Più che alla ricerca, deve poter servire come didascalia per dare informazioni concise, ma dettagliate, sul contenuto della foto. In teoria dovrebbe poter essere copiata e pubblicata tale e quale sotto la foto nell’impaginato di un giornale.

Le Keywords, o parole chiave, vanno invece inserite nel campo dedicato in maniera specifica alla ricerca.

Mentre la descrizione viene fatta con un linguaggio discorsivo,  le keywords sono singole parole (o singole espressioni composte da più parole), divise le une dalle altre da separatori come virgola o punto e virgola, che servono specificatamente per trovare la foto.

Sia che si segua un vocabolario controllato prestabilito, cosa raccomandata nel caso di archivi destinati alla vendita e alla consultazione, o che si proceda in modo meno rigoroso, le domande di base a cui rispondere quando si mettono le keywords sono:
– Quali sono le prime parole che mi vengono in mente quando guardo questa foto?
– Se stessi cercando questo file, che parole userei per cercarlo?

La differenza tra Description e Keywords e tra le diverse domande a cui rispondono è insomma piuttosto chiara, ma la confusione nasce dal fatto che nell’uso pratico degli archivi fotografici digitali, prevale una ricerca caotica e inconsapevole che non sempre è efficace.

In pratica, bisogna imparare a cercare, non solo a catalogare

Ad esempio, un ritratto di Zygmunt Bauman fotografato al Salone del libro di Torino andrebbe catalogato più o meno così (ovviamente, le keywords dipendono dal vocabolario controllato adottato, l’esempio è solo indicativo):

DESCRIZIONE: Salone del libro di Torino, 17 maggio 2015. Il sociologo Zygmunt Bauman, al Salone per presentare il suo ultimo libro “Babel”  scritto insieme ad Ezio Mauro, direttore del quotidiano “La Repubblica”

KEYWORDS: personaggi, Zygmunt Bauman, scienze umane, sociologia, sociologia della globalizzazione, sociologo, sociologi, filosofia, filosofo, filosofi,  polacco, polacchi, di origini ebraiche, emigrato in Inghilterra, emigrati in Inghilterra, XX secolo, XXI secolo, anti-negazionismo, società liquida, postmoderno, postmodernità, una persona, una persona, uomo, uomini, adulto, adulti, anziano, anziani, 80+ anni, primo piano, colore, verticale …

Se la foto non è minimamente ambientata e si vede solo il volto, la descrizione può anche essere meno dettagliata, sorvolando sul perché della presenza di Bauman al Salone del libro, ma almeno luogo e data devono essere specificati.

In questo modo, se cerco nel database che contiene quella immagine la parola “Bauman” solo nel campo Keywords, trovo sicuramente quella foto e una volta che l’ho trovata posso sapere dove e quando è stata fatta. Certo, le informazioni su luogo e data potrei trovarle anche negli appositi campi, ma nella descrizione ho la possibilità di leggere una spiegazione più articolata e motivata.

Se voglio invece fare un servizio su Torino e cerco nello stesso database la parola “Torino” solo nel campo Keywords, quella foto non uscirà come è giusto che sia, perché non è adatta per un servizio sulla città di Torino.

Ovviamente, se sbaglio e cerco la parola “Torino” nel campo Descrizione o in tutti i campi, quella foto verrà trovata anche se non è adatta a un servizio su Torino. Ma in questo caso l’errore è nel mio modo di fare la ricerca, non nella catalogazione.

Un archivio dovrebbe essere impostato così, ma poi in pratica accade che o i photo editor sono troppo pigri per usare consapevolmente gli strumenti di ricerca e non si vuole scomodarli, o gli archivi sono catalogati male, senza criteri prestabiliti e senza un vocabolario controllato che permetta una ricerca solo sulle parole chiave, o il fotografo preferisce non specificare data e luogo di un ritratto per ampliarne l’utilizzabilità…  Finisce che ognuno fa prevalere le proprie abitudini senza rispettare lo standard.

Sarebbe sufficiente spiegare ai ricercatori: ti basta una ricerca generica, che non vada troppo per il sottile? Cerca su tutti i campi, inclusa la Descrizione. Vuoi una ricerca più mirata, per esempio ti servono foto di Torino dove si veda chiaramente la città, senza ritrovarti una marea di primi piani scattati a Torino ma che nulla lasciano intravedere dello sfondo? Cerca solo sul campo Keywords.

Invece, anche chi cataloga finisce spesso per confondere i due campi, preferendo per esempio compilare il campo Descrizione con stratagemmi vari e inevitabili omissioni e/o imprecisioni pur di poterlo utilizzare come se fosse il campo Keywords.

In questo modo, si compromette il valore documentale della catalogazione. Quest’ultimo, in teoria, andrebbe sempre tenuto presente, anche quando sembra irrilevante e anche quando lo scopo fondamentale è l’uso commerciale della foto e non la creazione di un archivio destinato allo studio e alla documentazione. 

Magari adesso non gliene importa a nessuno di sapere dove e perché Bauman fosse quando è stato fotografato in quell’intenso primo piano. L’importante è che la luce sia giusta, che l’espressione funzioni e che la foto possa andare per il maggior numero di pubblicazioni possibili. Ma tra 50 anni, forse, sarebbe interessante avere più particolari, magari per poter ricostruire una biografia per immagini senz’altro più precisa e dettagliata di una semplice raccolta di ritratti.

Perché se è vero che a volte una foto racconta più di mille parole, a volte le parole aiutano a capire meglio. Anche quando catalogare deve per forza far rima con vendere.