Il software che usi è compatibile con lo standard IPTC?


Da oggi è possibile testare con sicurezza l’interoperabilità di un software con metadati IPTC. In altre parole, si può verificare se il software che si usa per l’editing e la gestione delle fotografie è compatibile o no con lo standard IPTC. Questa verifica è molto importante per poter archiviare, editare e trasmettere le immagini senza perdere informazioni preziose, per esempio sul copyright. Ma che cos’è lo standard IPTC?

Cosa sono i metadati IPTC per le fotografie

L’IPTC Photo Metadata standard, cioè lo standard creato dall’IPTC per le fotografie, serve per descrivere quello che un’immagine mostra oltre che per fornire informazioni utili su chi possiede i diritti di quell’immagine e come è possibile usarla legalmente.

È importante che questi dati siano inseriti nel file stesso della fotografia. Così potranno viaggiare insieme all’immagine nei vari passaggi della sua distribuzione: dal fotografo a un’agenzia, sito web, giornale ecc., senza il rischio di perderli.

Perché questo sia possibile, è fondamentale che il software che si usa per editare e gestire le immagini (come Adobe Photoshop, Adobe Lightroom, Fotostation e tanti altri) non cancelli o modifichi i dati inseriti. Il software deve invece incorporiare, memorizzare e visualizzare correttamente questi dati.

C’è un test per verificare se un software gestisce correttamente i metadati IPTC

IPTC ha predisposto uno strumento per verificare se un software gestisce correttamente i metadati stabiliti dal suo standard. Ha infatti preparato un test per verificare l’interoperabilità di un software con i metadati IPTC.  Vale a dire, la sua capacità di interagire con quei dati senza perderli o modificarli.

Il tuo software funziona con i metadati IPTC? Fai il test descritto qui di seguito per saperlo.

In cosa consiste il test di interoperabilità

Il test consiste in tre verifiche fondamentali:

  1. Verificare se le etichette dei campi sono allineate alla definizione IPTC. In altre parole, controllare se nella parte del software usata per inserire i metadati dell’immagine (per esempio in Photoshop è la finestra File Info) i nomi dei campi (Creator, Description, Keywords, Copyright Notice ecc.) sono uguali a quelli stabiliti dallo standard IPTC o comunque corrispondono ad essi rispecchiandone il contenuto. Per esempio, se per indicare il campo dell’autore della foto il software usa Author invece di Creator (che è l’etichetta precvista dall’IPTC per questo campo) poco cambia.
  2. Verificare se il software legge e scrive correttamente i metadati inseriti.  Il softaware deve essere in grado di leggere i metadati IPTC inseriti con un altro programma e deve conservarli anche dopo che un’immagine viene editata (tagliata, corretta, ridimensionata ecc.).
  3. Verificare quali campi dello standard IPTC il software supporta e quali no. In genere, infatti, i vari software di editing e gestione delle immagini permettono di inserire solo una parte dei campi compresi nello standard IPTC. È essenziale controllare che il software che si usa supporti tutti quelli che ci interessano.

Test n.1: Le etichette (cioè i nomi dei campi) del software corrispondono a quelli dello standard IPTC ?

Per fare questo test, per prima cosa bisogna scaricare dal sito dell’IPTC un’immagine di riferimento che contiene tutti i campi dello standard 2021 compilati con il loro nome e la loro referenza numerica.

(N.B. L’immagine di riferimento contiene lo standard IPTC in inglese, quindi per fare il test bisogna usare la versione inglese del software).

Scaricata l’immagine, bisogna aprirla con il software che si intende testare, per poter visualizzare i metadati IPTC che contiene. Con Photoshop, per fare questo basta aprire la finestra di dialogo File-info dal menu File, cliccando sulla colonna a sinistra la voce IPTC  e, analizzata questa, anche la voce IPTC Extension.

Il pannello File Info di Photoshop complilato con lostandard IPTC

Il pannello File Info di Photoshop complilato con i nomi e le referenze numeriche dello standard IPTC

In Photoshop, per esempio, possiamo vedere che  il campo destinato a contenere il nome dell’autore della foto si chiama Creator, esattamente come per lo standard IPTC. Lo stesso vale per il campo Creator’s Job Title e così via. Questo significa che il software usa per i propri campi le stesse etichette (o quasi) previste dallo standard IPTC e supera il test n.1.

Test n.2: Il software legge e scrive correttamente i metadati IPTC?

Facciamo una copia della solita immagine di riferimento scaricata dal sito dell’IPTC. Apriamo la copia e stavola proviamo a modificare il contenuto di alcuni campi. scrivendoci qualcosa. Agiamo sui campi più importanti: Description, Keywords, Rights Usage Terms e, nella parte IPTC Extension i campi:  Image Creator, Location Created, Copyright URL detto anche Web Statement of Rights.

Fatto questo, salviamo le modifiche e chiudiamo il file.

Andiamo ora sulla pagina del sito dell’IPTC dove è possibile fare il test di interoperabilità: https://getpmd.iptc.org/interoptests-iptcpmd.html

Mettiamo il segno di spunta su “Test #2” e sui campi che abbiamo modificato.

Test di interoperabilità sul sito dell'IPTC

Test di interoperabilità sul sito dell’IPTC

A questo punto, carichiamo l’immagine che avevamo modificato e testiamola. Si aprirà una pagina con un report dove si potrà constatare  voce per voce se il software usato ha memorizzato correttamente le modifiche apportate.

Test n. 3: Quali campi dello standard IPTC sono supportati dal software e quali no?

Lo standard IPTC comprende circa 57 campi e alcuni di questi comprendono dei sottocampi.Come ho già detto sopra, molti software di editing e gestione delle immagini non comprendono tutti questi campi, ma solo una selezione di essi.

Questo test analizza quanti campi IPTC comprende il software che si usa. Per l’interoperabilità dei metadati, cioè perché i metadati passino inalterati da un software a un altro, è essenziale che un campo IPTC specifico modificato con un software A possa essere mostrato senza perdite e modificato anche con un software B. Di conseguenza, è importante sapere quali campi IPTC supporti ciascun software.

Per fare questa verifica, occorre scaricare un’altra immagine fornita da IPTC, questa volta priva di qialsiasi metadato. Una volta scaricata, bisogna aprirla con il software che si vuole testare e scrivere nell’apposito spazio (in Photoshop il solito File_Info) qualcosa in TUTTI i campi e sottocampi predisposti per l’inserimento dei metadati.

A questo punto, una volta salvata l’immagine con queste modifiche, si torna alla pagina del sito dell’IPTC predisposta per il test. Stavolta, ovviamente, bisogna mettere il segno di spunta su test #3 e caricare la foto. E stavolta non mettiamo nessun punto di spunta sui campi elencati nella pagina test (serve farlo solo per il test n.2). Cliccando su “Test the Photo Metadata of the Local Image” si ottiente così un report completo.

Per capire meglio i risultati di questo e degli altri due test, è utile leggere i relativi paragrafi “What IPTC expects as test result” sulla pagina del sito dell’IPTC che spiega questi test.