Quale formato scegliere per l’archiviazione delle immagini digitali?


Le foto digitali sono molto più rapide da realizzare e da scambiare rispetto alle vecchie foto analogiche, che erano vincolate al loro supporto cartaceo. Ma se fotografare è diventato più semplice, per la conservazione a lungo termine delle fotografie tutto si complica.

La immaterialità dei file digitali, oltre ai tanti vantaggi, ha anche il non trascurabile difetto di farli dipendere dai dispositivi dove i file vengono “salvati” e dal formato in cui si è scelto di salvarli. Chi è più in grado di aprire un vecchio floppy? Per quanto tempo sarò in grado di leggere il mio vecchio hard disk FireWire? I CD avranno ancora vita lunga?

Per i dispositivi di memorizzazione e di lettura non possiamo fare nulla. Sono imposti dalle aziende che li producono. Ma possiamo almeno scegliere il formato e la compressione più adatti per conservare i nostri file, garantendo la maggiore qualità di riproduzione.

La Library of Congress raccomanda queste caratteristiche tecniche:

  1. Massima risoluzione disponibile, non ridimensionata o interpolata.
  2. Massima profondità di bit a disposizione, 16 bit per canale, se possibile.
  3. Stesso spazio colore della versione pubblicata.
  4. Senza compressione.
  5. Senza livelli.

E, in ordine di preferenza, questi formati:

  1. TIFF non compresso.
  2. JPEG2000 lossless (.jp2)
  3. PNG (.png)
  4. JPEG/JFIF (.jpg)
  5. Digital Negative DNG (.dng)
  6. JPEG2000 lossy (.jp2)
  7. TIFF compresso
  8. BMP (.bmp)
  9. GIF (.gif)

Altri formati e caratteristiche tecniche accettabili:

  • TIFF in Planar format [Planar format significa che nel file I valori dei componenti per ogni pixel sono memorizzati in piani separati. Ad esempio, i dati RGB vengono memorizzati con il componente rosso in un piano, il verde in un altro, e il blu in un altro ancora; al contrario, Chunky format significa che i valori dei componenti di ogni pixel vengono memorizzati in modo contiguo: è il metodo più supportato, mentre Il Planar format non è molto diffuso e non tutti i software che leggono il formato TIFF lo supportano]
  • PhotoShop (.psd)
  • Camera raw (.dng, .raw, .nef, .crw)
  • JPEG2000 Part 2 (.jpf, .jpx)
  • FlashPix (.fpx)
  • Computer Graphic Metafile (CGM, WebCGM) (.cgm)
  • Encapsulated Postscript (EPS)
  • livelli bassi di compressione sono preferibili
  • la compressione tramite DWT è preferibile alla compressione tramite DCT (vedi Wikipedia, alla voce Jpeg)

La Library of Congress, dunque, come formato per l’archiviazione delle immagini digitali predilige il TIFF non compresso, trattandosi per lo più di scansioni  da stampe analogiche.

Molti fotografi che  lavorano direttamente con camere digitali archiviano anche il RAW (.raw, .nef, .crw o .dng, ). Questo formato, infatti. è considerato una specie di negativo digitale, perché conserva tutte le informazioni “grezze” catturate dalla macchina fotografica al momento dello scatto, permettendo in seguito di ottimizzarle in fase di post produzione.